Relazioni industriali: nuovo paradigma si? Nuovo paradigma no?

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Finalmente un Workshop che invita a riflettere sulla innovazione del sistema delle relazioni industriali in una fase storica in cui il cambiamento non viene rappresentato come portatore di nuove sfide e di nuovi paradigmi, bensì come strategia distruttiva che, per certi versi, evoca il luddismo di inizio secolo.

Ai giorni nostri l’obiettivo non è di distruggere macchine, bensì di disconoscere valori, cancellare visioni, annullare le regole. Il metodo più seguito per raggiungere tali obiettivi prevede di rinnegare il confronto per valorizzare la partecipazione vojeristica, magnificando i social come unico strumento di partecipazione democratica. Si aborrisce il confronto intruppati in profili che favoriscono l’accesso solamente a coloro che “la pensano allo stesso modo” anzi… meglio ancora se non pensano proprio…

In questo contesto è stata davvero coraggiosa e sicuramente utile l’iniziativa tenuta all’ AMMA di Torino che ha sollecitato una riflessione a tutto tondo sui nuovi paradigmi del sistema delle relazioni industriali prendendo a riferimento i contenuti dell’accorso integrativo sottoscritto da Oerlikon Graziano e il sindacato dei metalmeccanici, lo scorso 20 giugno del 2018.

Appartengo alla generazione che nelle piazze urlava “lo stato si abbatte e non si cambia” ed ho praticato per molto tempo i tavoli negoziali, che mi hanno formato il carattere, forgiato il pensiero e modellato i comportamenti, ai tempi la Oerlikon Graziano si chiamava CGT che i sindacalisti della lega di Collegno definivano ironicamente “Carcere Giudiziario di Torino” per la difficoltà incontrate nell’esercizio di corrette relazioni sindacali.

Sapere che la Oerlikon Graziano è oggi protagonista di un rinnovo dell’integrativo che rappresenta il nuovo paradigma di Relazioni Industriali ispirate ai principi di trasparenza, collaborazione e corresponsabilità; che investe su Sviluppo professionale ed innovazione tecnologica facendo leva sulla formazione, quale strumento per la crescita professionale dei dipendenti; che lega Premio di risultato e benessere sociale destinando una parte del premio di risultato al welfare; che prevede una Procedura di raffreddamento ovvero una procedura di conciliazione, da esperire obbligatoriamente prima della proclamazione dello sciopero, mi ha risollevato l’animo ed il fatto che attorno al tavolo del workshop fossero presenti portatori di interessi diversi, i quali si sono civilmente confrontati su questo nuovo paradigma, mi è servito a realizzare che esiste ancora un contesto nel quale le differenze creano confronto e non necessariamente conflitto o esclusione.

Questo workshop, per me, è stata un’importante conferma che per innovare occorre avere la capacità di unire sociale e social costruendo nuove opportunità e non semplicemente distruggere il passato.

Questa iniziativa sarà sicuramente utile al mio lavoro e a quanti operano sul terreno delle relazioni industriali – sia come consulenti sia come attori (sindacalisti, imprenditori) – perché ha offerto spunti analitici preziosi nella ricerca di “soluzioni” concrete che vorrei suggerire a quanti, ricoprendo cariche pubbliche, hanno la responsabilità di dare risposte ai complessi problemi che investono il mondo del lavoro.