Ciò che fa la differenza
Recentemente ho tenuto un corso di formazione cui hanno partecipato donne e uomini adulti, in parte occupati ed in parte disoccupati, i quali si sono distinti per impegno, sacrificio, fiducia, collaborazione e coesione, creando un sistema di relazioni che ha “fatto la differenza” perché ha favorito l’arricchimento personale e professionale di ciascun partecipante, formatori inclusi.
E’ a loro che rivolgo il mio pubblico ringraziamento.
Curiosi e proattivi avete voluto scavare nei meccanismi che stanno alla base dell’organizzazione aziendale, della formazione dei prezzi, della catena del valore, dell’organizzazione dei servizi a supporto del cliente motivandomi nell’aggiornamento del materiale didattico in base alle esigenze di approfondimento che scaturivano da ciascuna unità formativa.
La sensazione che trasmettevate con il succedersi delle Unità Formative è che lavoraste soprattutto per voi stessi, per acquisire nuove conoscenze, nuovi strumenti da utilizzare in futuro oltre che per superare la prova finale.
I momenti conviviali, che talvolta abbiamo tenuto al termine delle lezioni, hanno confermato e favorito la crescita del gruppo-classe, rafforzando la volontà di realizzare un progetto comune molto impegnativo sia nei contenuti sia nei tempi.
Grazie all’impegno personale, ma grazie anche a queste premesse, ciascuno di voi ha concluso positivamente il percorso formativo ed ha conseguito la qualifica professionale per cui ha tanto lavorato con la prospettiva di poter ottenere l’inserimento lavorativo o il miglioramento di carriera. Ed in tal senso sta lavorando la struttura che ha erogato il corso per favorire soprattutto l’inserimento al lavoro.
A tutti voi: Alessio, Danilo, Denis, Ermanno, Lara, Loris, Manuel, Marco, Maurizio, Nicoleta, Jenny, Pamela esprimo la mia gratitudine per il valore aggiunto che avete apportato al percorso formativo e per quanto riguarda i talenti creativi presenti nel gruppo, le invito ad esplorare nuove strade per raggiungere il successo professionale e la soddisfazione personale.
Mi rivolgo a Lara che realizza splendide ed uniche creazioni di gioielleria di scena con la carta vetrificata; Nicoleta che confeziona minuziosi e preziosi lavori ad uncinetto e insieme a Jenny cucina superbe ed originali torte. Non sono cervelli in fuga all’estero, ma con il loro “saper fare” potrebbero dare vita ad attività artigianali remunerative.
Ai giorni nostri si parla tanto di supporto all’imprenditoria femminile, ma i parametri richiesti, a fronte delle agevolazioni riconosciute, sono troppo vicini alle dinamiche dell’industria tradizionale, forse sarebbe opportuno ripensare una legge per l’imprenditoria artigianale femminile a supporto della quale attivare un sistema che metta loro a disposizione delle aree comuni per confezionare e vendere le proprie produzioni, nonché una piattaforma web e canali social per pubblicizzarne le creazioni.
Torre Pellice, 23 luglio 2019
(fonte immagine: Marco Roberto Campagnolo)
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