Dedicato a Sasà

Ho riflettuto a lungo sull’opportunità di pubblicare questo post. Sono passati oltre 15 giorni dalla veglia funebre dedicata a Salvatore Ameduri, per noi Sasà, e solamente questa sera ho deciso di seguire il consiglio di una persona cara, la quale mi ha invitato ad agire con naturalezza, ad esprimere il mio stato d’animo, senza temere di essere accusata di intimismo.

Credo di dovere questo post non tanto alla memoria di Sasà, ma a ciò che Sasà ha rappresentato nella mia formazione ed in quella di molte persone con le quali ho condiviso pezzi di vita: noi che volevamo cambiare il mondo e che il cambiamento lo abbiamo vissuto da protagonisti, non soltanto conquistando diritti ma soprattutto condividendo valori, progetti e responsabilità, pur imboccando strade diverse.

Noi, protagonisti del conflitto generazionale, dei diritti civili, del diritto alla studio, alla casa, noi impegnati sul sociale anziché sui social.

Era un cattolico Sasà ma non predicava, lui praticava con noi, giovani studenti contestatori, la regola dell’impegno, della condivisione, del confronto, della generosità, della responsabilità rendendoci coraggiosi di fronte a ciò che non ci era dato di conoscere e curiosi rispetto a ciò che non ci era dato di comprendere.

Nella soffitta al terzo piano di Via Silvio Pellico, Sasà ha formato le nostre menti ed i nostri cuori a non temere il nuovo, lo sconosciuto, il diverso, ha incanalato la nostra esuberanza giovanile nella propensione ad affrontare questi temi con apertura mentale, con responsabilità, coerenza e impegno concreti, senza soccombere alle paure, senza scadere nella violenza.

Una formazione che è venuta fuori nei momenti difficili nelle relazioni personali, nel lavoro, nella salute e che oggi, a sessant’anni suonati, mi aiuta a guardare con il dovuto disincanto e distacco fenomeni che fanno leva sulla paura e sull’isolamento individuale.

Io continuo ad essere una “fervente attivista” delle relazioni, una “tessitrice” di reti e contatti, un’appassionata sostenitrice del confronto, una convinta protagonista della formazione… così come ho imparato a fare, con Sasà e con i miei amici, convinta più che mai che le diversità arricchiscono.

Torre Pellice, 28 gennaio 2019