A spasso per l’Italia, cena per i bimbi di Chernobyl
Sabato 1 Febbraio 2020 a Vistrorio, l’Unitalsi Ivrea organizza una cena di beneficenza a favore dei bimbi bielorussi che vivono negli orfanotrofi delle zone radioattive vicine alla centrale nucleare di Chernobyl affinché nel mese di maggio, per un intero mese, possano essere ospiti della Casa della Gioia di Borghetto Santo Spirito (www.chernobylsmile.it).
Ero alla ricerca di un’attività di volontariato per riempire il vuoto di contatti sociali che ha caratterizzato l’ultimo anno della mia vita.
In occasione di un pranzo di lavoro, qualche mese fa, ho espresso questo mio desiderio con Stefano Bersano il quale mi ha spiegato di essere impegnato, da anni, in un progetto che coinvolge i bambini disabili di Chernobyl. Si tratta di una iniziativa concreta, che si terrà a breve nel nostro Paese, a sostegno del progetto “Chernobyl smile: la vacanza della gioia a Borghetto S. Spirito”.
l’UNITALSI, associazione cattolica che promuove e gestisce il progetto, lo racconta così.
“A trent’anni dallo scoppio del reattore nucleare a Chernobyl, gli effetti di quella tragedia continuano ad inquinare l’ambiente ed a colpire le persone che vivono nei dintorni della centrale. In un quadro così devastante i bambini sono coloro che continuano a soffrire maggiormente gli effetti delle radiazioni: malformazioni, tumori, disabilità fisiche e mentali sono le conseguenze più evidenti di quel disastro.
Quando nel 1997 il Consiglio della Sottosezione dell’Unitalsi di Monza decise di aprire le porte della Casa della Gioia ai disabili della zona di Chernobyl, partecipando al grande ponte di solidarietà che molte famiglie crearono, ospitando in Italia tanti bambini e tanti ragazzi, scoprì che dalla generosità di tante famiglie italiane rimanevano esclusi i disabili, coloro che difficilmente possono essere accolti in una casa “normale” a causa delle barriere architettoniche ma anche delle barriere linguistiche, coloro troppo gravi per qualsiasi struttura non protetta.
Ed ecco decollare la nostra catena di solidarietà, ecco spalancarsi le porte della Casa della Gioia per una esperienza che ha aperto il cuore e la vita di tanti volontari, ecco il primo invito al Fondo per i Bambini di Chernobyl con una precisazione strana: vogliamo coloro che nessuno vuole.
A partire dal 1997, ogni anno a maggio, la Casa della Gioia di Borghetto Santo Spirito accoglie 70 bambini disabili che vivono negli orfanotrofi, i cosiddetti “Internat”, nella zona di Gomel, una delle aree più contaminate dalle radiazioni del 26 aprile 1986.
Sono piccoli, bambini e ragazzi, assetati d’affetto, innamorati dei “macaroni” e delle banane, incredibili estimatori della Nutella e dei pomodori veri (quelli belli rossi e polposi che nulla hanno a che vedere con i loro…), teneri cuccioli che cercano la tua mano e si meravigliano quando un adulto gioca con loro, sono quasi tutti un po’ claudicanti e malandati, più piccoli della loro età anagrafica, spesso diffidenti ed impauriti: tutti hanno nel loro organismo una pesante quantità di cesio e stronzio e questo li espone al tumore – in particolare al sistema linfatico e alla tiroide – ed impedisce al calcio di fissarsi nella ossa con tutte le conseguenze.
A questi cuccioli regaliamo un mese di paradiso, di amicizia, di affetto senza condizioni, di piccoli capricci esauditi, di tombole e giochi in spiaggia, di incredibili piatti di “macaroni”, di pizza, di gelato, di trenino…ma soprattutto di considerazione.
Il ritorno in Bielorussia con la fine della vacanza è segnato da tanta tristezza, da tanti tentativi e richieste di restare, da tante lacrime loro e di noi volontari. Noi tentiamo di dare loro quanto possiamo in piccoli doni, caramelle, Nutella, Kinder, surplus di carezze ma quello che ci viene chiesto – in mille modi diversi ma tutti ugualmente comprensibili – è la possibilità di tornare il prossimo anno per cinque settimane da bambini, da ragazzi, da persone e non da numeri.
Questa è la richiesta che tutti, nessuno escluso, hanno fatto ai nostri volontari che sono andati a trovarli. Ed è per questo che stiamo bussando al cuore di tanti amici generosi perché sia possibile farli ritornare tutti, senza deludere aspettative e spegnere speranze.
Se vuoi aiutarci, clicca qui e scopri i costi del progetto e cosa tu puoi fare per loro, grazie”. Visualizza la locandina
Ci vediamo Sabato 1 febbraio ospiti del Comune e della pro-loco di Vistrorio per la cena di beneficenza “A Spasso per l’Italia” che prevede un menu classico italiano.
La cena sarà preparata dalla scuola alberghiera GAE Aulenti di Cavaglià mentre il menu in russo e le traduzioni dei filmati è a cura del liceo Carlo Botta di Ivrea.
Sarà l’occasione per dare il nostro prezioso contributo e rendere un pò più felici tanti piccoli bimbi che non vedono l’ora di poter trascorrere un mese al mare.
Torre Pellice, 21 gennaio 2020
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